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La cronaca del 78° Giro dell'Appennino

La cronaca del 78° Giro dell’Appennino-G.P. Elah Dufour Novi

La manifestazione prende il via con la bandiera a scacchi abbassata dalla Vice Direttrice dell’Outlet di Serravalle, Chiara Gambarotta. Raduno con miss Elah La carovana si avvia al chilometro zero, davanti allo stabilimento della Elah Dufour di Novi. Con un piccolo ritardo il via ufficiale viene dato dal Cavalier Flavio Repetto, Presidente del Gruppo Elah Dufour Novi, accompagnato dal Presidente dell’U.S. Pontedecimo Ciclismo Ivano Carrozzino. Le prime fasi della corsa presentano scatti e controscatti da parte degli atleti intenzionati a far parte della fuga, che secondo lo schema ormai classico, sarà il tema della prima parte della gara. A favorire questi scatti vi sono anche i primi traguardi volanti posti pochi chilometri dopo il via. A Pasturana, dopo sette chilometri, il T.V. degli sportivi locali è conquistato da Fabian Lienhard del Team Vorarlberg. A Carrosio, traguardo volante Tre Colli, transita per primo David Galarreta Ugarte dell’Amore e Vita-Selle Smp-Fondriest, che precede Nicola Genovese della D’Amico Utensilnord.

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La cronaca del 78° Giro dell'Appennino

La cronaca del 78° Giro dell’Appennino-G.P. Elah Dufour Novi

La manifestazione prende il via con la bandiera a scacchi abbassata dalla Vice Direttrice dell’Outlet di Serravalle, Chiara Gambarotta. Raduno con miss Elah La carovana si avvia al chilometro zero, davanti allo stabilimento della Elah Dufour di Novi. Con un piccolo ritardo il via ufficiale viene dato dal Cavalier Flavio Repetto, Presidente del Gruppo Elah Dufour Novi, accompagnato dal Presidente dell’U.S. Pontedecimo Ciclismo Ivano Carrozzino. Le prime fasi della corsa presentano scatti e controscatti da parte degli atleti intenzionati a far parte della fuga, che secondo lo schema ormai classico, sarà il tema della prima parte della gara. A favorire questi scatti vi sono anche i primi traguardi volanti posti pochi chilometri dopo il via. A Pasturana, dopo sette chilometri, il T.V. degli sportivi locali è conquistato da Fabian Lienhard del Team Vorarlberg. A Carrosio, traguardo volante Tre Colli, transita per primo David Galarreta Ugarte dell’Amore e Vita-Selle Smp-Fondriest, che precede Nicola Genovese della D’Amico Utensilnord. Fanno parte del gruppetto che è riuscito a sganciarsi dal gruppo, che comprende anche Marco Zamparella, compagno di squadra di David Galarreta, Théry Schir del Team Voralberg, Filippo Fortin del Tirol Cycling Team e Timon Loderer della Wsa-Greenlife. A circa mezzo minuto transita Marco Molteni della Unieuro-Trevigiani-Hemus 1896, mentre il gruppo è a circa 3’30”. Si affronta il primo Gpm, il Passo della Castagnola, posto al km 34. È circa mezzogiorno quando Marco Zamparella intasca i primi 3 punti della classifica del GPM, precedendo Timon Loderer e Théry Schir. In discesa ai sei fuggitivi si aggrega Marco Molteni, che corona il suo sforzo all’inseguimento. Il gruppetto procede con un buon accordo, con un vantaggio di circa sei minuti. Nel gruppo sono la Nippo-Vini Fantini, la Sangemini-Mg.Kvis e la Bardiani Csf che si impegnano per tenere la fuga a distanza di sicurezza. La corsa affronta la salita dei Giovetti, dove i fuggitivi raggiungono il massimo vantaggio, cronometrato in 6’17”. A Pontedecimo c’è il terzo traguardo volante, quello dedicato a Walter Avellani: se lo aggiudica Filippo Fortin. L’attraversamento di Genova (una dozzina di chilometri), nonostante i pochi rappresentanti della Polizia Municipale presenti (i più sono impegnati alla Mezza Maratona di Genova e allo Stadio, dove è in programma il Lunch Match Sampdoria-Fiorentina), avviene in piena sicurezza grazie ai volontari che presidiano le più importanti intersezioni del percorso. La corsa lascia il territorio comunale di Genova per entrare in Serra Riccò. A Pedemonte, il traguardo volante dedicato a Armando Timossi è di Filippo Fortin, che precede David Gallareta. I fuggitivi procedono verso il Gpm della Crocetta d’Orero. Sul passo transitano nell’ordine Marco Zamparella, Timon Loderer e David Gallareta. La classifica provvisoria del Gran Premio della Montagna vede ora al comando Marco Zamparella, con 6 punti, che precede Timo Loderer con 4 e Thery Schir e David Gallareta, entrambi con 1 punto. A Montoggio, km 80,9, i 60 kg di pasta offerti dal Pastificio Artigianale Alta Valle Scrivia alla squadra del corridore che transita primo davanti al suo stabilimento, sono per il Tirol Cycling Team: infatti transita primo Filippo Fortin. Ora il ritardo del gruppo è cronometrato in 4’07”. Si va verso il rifornimento, posto circa a metà gara, mentre Radio Informazioni comunica la media dopo due ore di corsa: 37,1 km/h. Il ritardo del gruppo scende a 3’24. Il gruppo si avvicina ancora, grazie all’azione degli alfieri della Nippo-Vini Fantini, squadra di casa avendo sede a La Spezia. Sul Colle Caprile è primo Marco Zamparella, ancora una volta davanti a Timon Loderer. Il terzo è Nicola Genovese. A questo punto la classifica parziale vede primo Marco Zamparella con 9 punti, che precede Timon Loderer con 6, mentre Thery Schir, David Gallareta e Nicola Genovese ne hanno 1 ciascuno. Marco Zamparella si aggiudica così il Memorial Giuseppe Cacciatore e ipoteca anche la vittoria nella classifica finale del GPM. Nella discesa su Uscio la fuga si sfalda, rimangono davanti solo in tre, Zamparella, Galareta e Genovese, ma il gruppo si porta ormai a soli 20”. A Recco il gruppo è compatto. Sul Gpm della Ruta di Camogli, dedicato a Gualtiero Schiaffino, primo è Stefano Pirazzi, secondo Giacomo Zilio della Nazionale Italiana, terzo Nicola Genovese: non variano i primi due posti della classifica provvisoria, al terzo si insedia Stefano Pirazzi. A Santa Margherita Ligure il gruppo è guidato dall’Androni Giocattoli, a tirare sono Raffaello Bonusi e Andrea Vendrame. A Rapallo il gruppo transita compatto. Si avvicina il primo passaggio a Chiavari. Il gruppo transita ad altissima velocità, guidato dagli uomini dell’Androni Raffaello Bonusi, Andrea Vendrame e Fausto Masnada, con il chiaro intento di non permettere nessun scatto agli avversari e lanciare i favoriti Egon Bernal, Rodolfo Torres e Mattia Cattaneo nelle prime posizioni all’inizio della salita di Monte Domenico. La salita verso il Gpm di Monte Domenico viene affrontata alle 15,20. Già dalle prime rampe il gruppo si sgretola, poi, a metà salita, quando le pendenze cominciano ad essere veramente difficili, si forma in testa un quintetto, con Egan Bernal, Rodolfo Torres e Mattia Cattaneo dell’Androni Giocattoli, Manuel Senni della Nazionale Italiana e Cristian Rodriguez Martin della Wilier Triestina-Selle Italia. Nonostante un imprevisto (si tocca con un avversario ed è costretto a mettere il piede a terra), Domenico Celano rientra sui sei atleti davanti. L’atleta dell’Amore e Vita-Selle SMP-Fondriest, reduce dalla vittoria nella classifica della montagna della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, sembra in ottima forma. Alle loro spalle un drappello con Sergei Firsanov della Gazprom-Rusvelo, Francesco Manuel Bongiorno della Sangemini-Mg.Kvis-Olmo), Fausto Masnada dell’Androni Giocattoli-Sidermec-Bottecchia, Simone Andreetta della Bardiani CSF e Oscar Sanchez Guarin della Bicicletas Strongman. I rossi dell’Androni passano in testa sulla Cima Ghiglione, tra due ali di folla. Siamo a meno di 30 chilometri dall’arrivo: primo è Mattia Cattaneo, che conquista il 24° Trofeo Luigi Ghiglione e Osvalda Ghiglione Rapetti-4° Trofeo Marina Tedone, che precede i compagni di squadra Egan Bernal e Rodolfo Torres. In discesa quattro degli inseguitori si ricongiungono ai sette attaccanti. Gli undici atleti in questo momento al comando sono il dorsale n. 1 Sergei Firsanov della Gazprom-Rusvelo, il dorsale 11 della Nazionale Italiana Manuel Senni, i dorsali 21, 23, 25 e 27 dell’Androni Giocattoli Egan Bernal, Rodolfo Torres, Mattia Cattaneo e Fausto Masnada, il dorsale 32 Simone Andreetta della Bardiani Csf, il dorsale 56 Cristian Rodriguez della Wilier Triestina, il dorsale 81 Danilo Celano dell’Amore e Vita, il dorsale 96 Oscar Sanchez della Strongman, il dorsale 134 della SanGemini-Mg.Kvis, Francesco Manuel Bongiorno, che conducono con 30” di vantaggio sugli inseguitori. Tra questi dovrebbe uscire il vincitore, anche perché tra di essi ci sono molti dei nomi pronosticati alla vigilia: Sergey Firsanov, vincitore nel 2016, Egan Bernal e Rodolfo Torres, rispettivamente quarto e quinto alla Coppi e Bartali, Danilo Celano e Mattia Cattaneo, due degli atleti più combattivi in questo inizio di stagione, Manuel Senni, terzo nella Vuelta ValencianaValenciana, vinta da Nairo Quintana. Nella tecnica discesa verso la Val Graveglia cade Sergey Firsanov, scompaginando il gruppo degli attaccanti. Nel gruppo degli inseguitori cade anche Marco Canola, vincitore una settimana prima della Volta Limburg ClassicVolta Limburg Classic. Rimangono davanti Rodolfo Torres, Egan Bernal, Mattia Cattaneo, Manuel Senni, Danilo Celano e Cristian Rodriguez. A 18 secondi viaggiano Simone Andreetta e Oscar Sanchez, a 37” si trovano Francesco Manuel Bongiorno e Fausto Masnada, questi ultimi in breve raggiungono Andreetta e Sanchez. Nel breve tratto pianeggiante in Val Graveglia il vantaggio dei sei battistrada nei confronti degli immediati inseguitori è misurato in38”. A 15 chilometri all'arrivo inizia la salita verso Leivi. Allunga Manuel Senni, è Egan Bernal che prova a colmare il gap sul portacolori azzurro, mentre Rodolfo Torres e Mattia Cattaneo sembrano far fatica. Resta passivo Danilo Celano, ma dà comunque l’impressione di andare molto forte. Infatti improvvisamente decide di attaccare: con una bella azione il portacolori dell’Amore e Vita riprende e supera Senni ed in breve raggiunge 150 metri di vantaggio, poi viene cronometrato con 28” nei confronti degli inseguitori. Al Gpm della montagna di Leivi Danilo Celano vanta una trentina di secondi su Egan Bernal e Rodolfo Torres, e affronta la discesa, lanciato verso un grande successo. A 8 chilometri all'arrivo, Celano ha 35” sugli inseguitori. A 3 chilometri dall'arrivo Ivan Santaromita, Matteo Busato, Simone Andreetta e Oscar Sanchez si avvicinano agli altri inseguitori, ma non riescono a raggiungerli. A Chiavari trionfa in solitaria Danilo Celano, SelleSMP Gda 004 con 16” su Egan Bernal, Manuel Senni, Cristian Rodriguez, Rodolfo Torres e Mattia Cattaneo, 34” su Fausto Masnada, Matteo Busato, Ivan Santaromita e Oscar Sanchez, con 55” su Michele Gazzara e Alexander Vdovin. Si classificano in 90. Il vincitore ha percorso i 199 chilometri del percorso in 5 ore 00’30”, alla media di 39,734 km/h. Alcune curiosità: il corridore più giovane è il bulgaro Kristiyan Mitev, della Unieuro-Mg.Kvis-Hemus 1896, 18 anni e 193 giorni, il più anziano Damiano Cunego: il due volte vincitore della nostra gara, nel 2004 e nel 2011, ha 35 anni e 202 giorni. Hanno preso il via 139 atleti, di diciotto nazionalità: dopo i 68 italiani, le nazioni più rappresentate sono la Russia con 14 (è al via anche la Nazionale), l’Austria con 12, la Colombia con 10. E’ al via per la prima volta un rappresentante di Panama, Roberto Carlos Gonzalez Castillero della Bicicletas Strongman. 18 le squadre partecipanti: 2 selezioni Nazionali (Italia e Russia), cinque squadre professional (le quattro italiane e la russa Gazprom-Rusvelo). Le undici squadre di categoria Continental sono 3 italiane, 3 austriache, una albanese, una tedesca, una croata, una bulgara e una colombiana.  Premiazione Celano Muzio Elah

 

1963-2013 Cinquant'anni dalla prima vittoria di Italo Zilioli

zilioliIl ragazzo promette bene, nelle corse degli allievi si impone quasi sempre e conquista la maglia tricolore dell categoria nel 1959. Cresce sotto l’attenta guida di Vincenzo Giacotto, in quegli anni durante i quali il ciclismo si guarda attonito, incredulo di non aver più Fausto Coppi, volato in cielo all’inizio del 1960. Chi sarà il suo erede? I tifosi ne vedono tanti, molti non mantengono le promesse, a cominciare da quel Venturelli che fu lo stesso Campionissimo ad aver individuato come suo possibile successore. Italo Zilioli fa il passaggio tra i professionisti alla fine dell’estate del 1962: 
deve compiere ancora ventun’anni, in quell’epoca è ancora minorenne. E come il grande Fausto la sua prima corsa da professionista è il Giro dell’Appennino.

Per Fausto la gara si chiamava ancora “Circuito”; ebbe qualche difficoltà a partecipare, perché lui non aveva ancora compiuto diciannove anni. Patron Ghiglione, che era un duro ma sapeva vedere lontano, non lasciò tornare indietro, a Castellania, la giovane promessa, in bici come era arrivato, senza gareggiare, ma fece finta di non leggere bene la data di nascita sulla tessera dell’UVI, e Fausto lo ringraziò con un sesto posto, avendo impegnato a fondo il vincitore, un Luigi Ferrando che conosceva bene i segreti della Bocchetta e che fece i suoi complimenti dopo l’arrivo al futuro Campionissimo. A Castellania tornò comunque in bicicletta, con in più i centoquaranta chilometri della gara, Bocchetta sterrata compresa.

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Poco più di due mesi al Giro dell'Appennino

Cominciano ad arrivare le prime indiscrezioni circa la partecipazione delle diverse squadre al 72° Giro dell'Appennino. Siamo alla vigilia della prima gara italiana, il Giro della Provincia di Reggio Calabria - Calabria Challenge, e mancano poco più di due mesi al Giro dell'Appennino. Il Direttore Sportivo della Farnese Vini - Neri Sottoli, Luca Scinto ci ha assicurato la partecipazione della sua squadra con gli elementi migliori: dopo i successi al Tour De Langwaki con il velocista Guardini, il team s'impegna all'Appennino con l'ambizione di portare un suo atleta alla vittoria.

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1970: Gianni Motta batte il record di Fausto Coppi

 

Il 31° Giro dell'Appennino è in calendario il 13 settembre 1970. E' l'epoca di Merckx, che ha in Gimondi il suo grande rivale, il quale a sua volta ha come antagonista Gianni Motta. Sono proprio questi due campioni italiani gli ultimi due vincitori dell'Appennino. Felice Gimondi ha vinto l'anno precedente proprio su Gianni Motta, arrivato a Pontedecimo con un ritardo di 39". Gianni Motta aveva vinto nel 1968, con un distacco da tempi epici (5'21", sotto un nubifragio, su Roberto Ballini). Non è stato un anno fortunato, il 1970, per Felice Gimondi. Secondo al Giro d'Italia, dietro ad Eddy Merckx, secondo al Campionato Italiano (corso sulle strade del Giro del Veneto), dietro a Franco Bitossi, terzo ai Campionati del Mondo a Leicester, dietro al belga Jean-Pierre Monserè e al danese Leif Mortensen. Una settimana prima dell'Appennino è in calendario la Tre Valli Varesine. Anche in questa gara Felice è terzo, dietro ai sui grandi rivali, Gianni Motta e Eddy Merckx. Con il morale a terra rinuncia a difendere la vittoria ottenuta alla trentesima edizione dell'Appennino.

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